milleni dopo faccio una verifica per curiosità e scopro che il mio esperimento ha avuto un risvolto inatteso. 610 note da un post in cui viene segnalato come brano interno a quello che scopro essere un best seller internazionale (che non ho letto, quindi non ho idea se ne debba essere lusingato). credo che questo sia un divertente indicatore di a) come funziona internet e b) quanto la gente effettivamente legga i libri che cita (posto che è del tutto impossibile leggere ogni libro che si cita, ma è proprio la precisione nell’indicazione di autore e titolo ad avermi divertito).
C’è l’anno dei fotografi.
C’è l’anno dei diggei.
C’è l’anno degli scrittori.
… Ma quando sarà ufficialmente l’anno dei coglioni, dite che ‘la calca’ sarà sempre la stessa?
matt groening dice che il nome springfield deriva da quello di una città vicino a portland, dove è cresciuto. praticamente lui da ragazzino guardava un telefilm ambientato in una città che si chiamava così ed era convinto che fosse quella vicino a casa sua, poi ha scoperto che di springfield ce ne sono un quintale, in america, e ha detto ‘figo, se la città del cartone che sto buttando giù la chiamo springfield tutti penseranno che è quella vicino casa loro’. il tutto in un’intervista in cui spiega anche da dove derivano gli altri nomi usati nella serie.
bon, più o meno interessante, immagino dipenda da quanto vi interessino i trivia sui simpson.
ecco, qualcuno però mi deve spiegare come mai per tutto l’internet italiano la notizia è diventata ‘matt groening rivela che i simpson sono ambientati in oregon’, con tanto di virgolettati inventati di sana pianta (“è in oregon che ho ambientato la mia creatura” - tgcom).
un po’ come dire che, se ti chiami come tua nonna, sei tua nonna.
sono entrato in casa e c’era mio padre che guardava la tv. c’era sto film/telefilm/salcazzo americano con il buono e il cattivo dentro uno stanzone, che il cattivo aveva messo una bomba e mancava un tempo ragionevolmente utile alle esigenze narrative in corso perché questa esplodesse, risolvendo definitivamente il problema di emorroidi di cui il buono evidentemente soffriva. a un certo punto il timer segna tipo trenta secondi alla detonazione e il buono prende la pistola e la posiziona ad una decina di centimetri dalla testa del cattivo, minacciandolo.
ora. sarà che possedere un paio di numeri di paperino mese dell’87 mi ha abituato bene a livello di trame, ma uno stanzone chiuso, buono e cattivo fermi là, impossibilità di scappare in tempo utile. che cazzo di minaccia è una pistola alla testa se, comunque, il tempo di dire la formazione della finale dell’82 e sei esploso? che senso ha?
ho esposto a mio padre il mio dubbio, gli ho detto proprio papà, ma che cazzo di minaccia è una pistola alla testa se, comunque, il tempo di dire la formazione della finale dell’82 e sei esploso? che senso ha?
lui mi ha guardato e ha risposto si vede che non hai mai litigato con tua madre.
eventually è la parola inglese più bella che esista. sa di consolazione e stabilità. sa di senso a tutti i casini che si vanno a raccontare. in italiano è traducibile più o meno con ‘dopo una indefinita quantità di tempo’, ma mica è la stessa cosa. anche ‘alla fine’ non rende uguale, sarà che tocca salire un attimo di voce sulla i, mentre eventually lo puoi pronunciare in un sospiro. più o meno di sollievo, poi quello dipende. che non è che la nuova situazione sia sempre bella, però arriva. ed è già più di qualcosa.


